Illusione Generattiva

Un’opportunità per riflettere sui processi creativi nelle arti digitali con l’obiettivo di focalizzare le nuove pratiche ed estetiche elettroniche

By admin

finitoINFINITO - Aosta di Illusione
Illusione Generattiva
VENERDI 5 GIUGNO 2009 • ORE 21.00
Théâtre de la Ville

Otolab (Milano) Giardini Neri
Visual: mud, xo00 , androsyn / sound: mud, _dies
software implementation: orgone concept: otolab

Oginoknauss (Berlino) The plot (prima nazionale)
Art direction: oginoknauss / Technical production: k-labo / Script: Lorenzo Tripodi
Photography: Manuela Conti / Sound production: Michele Lancuba e Oren
Software development: Sergio Segoloni

Présence Electronique intende offrire un’opportunità per riflettere sui processi della creazione nelle arti digitali, con l’obiettivo di mettere a fuoco le pratiche della creazione. Gli artisti percorrono sempre più la tendenza ad aprire la valigetta degli utensili e mostrare il processo del lavoro, quasi che il processo stesso diventasse l’opera d’arte, l’attrazione, il prodotto al centro della performance.

La New Media Art è un’arte prodotta attraverso le tecnologie, con l’obiettivo di spingere il pubblico a interagire con l’opera, è un’arte che vive in un substrato dove l’osservatore diventa anche co-autore: in passato Aosta ha già dimostrato un vispo ed attento interesse verso questo genere di coinvolgimento artistico-tecnologico, contribuendo al successo nel maggio scorso di “finitoInfinito Passione generATTIVA – Gli sms scrivono la piazza”, un’interazione tra piattaforme tecnologiche e più di 300 persone, che tramite l’invio di sms coadiuvavano l’evoluzione della rappresentazione teatrale, generando idealmente graffiti innocui, ma contenenti messaggi interessanti.

La sezione giovani del festival intende creare un’opportunità per riflettere sui processi creativi nelle arti digitali con l’obiettivo di focalizzare le nuove pratiche ed estetiche elettroniche. Il processo diventa opera d’arte, attrazione, il prodotto al centro della performance. Si è passati dunque dall’era del prodotto a quella del processo.

L’intenzione è di portare l’individuo all’interno dell’illusione dell’artista e del visionario che è andato in avanscoperta anticipando gli altri. Portare l’esperienza di nomadi culturali, artisti e ricercatori che hanno provato ed utilizzano le qualità della trasformazione elettronica in atto come ingrediente primario del proprio approccio creativo. Proprio come pionieri, scout perlustratori, proiettati in avanti per sondare il terreno. E’ in fondo qualcosa che è sempre accaduto ma che oggi, in una transizione quasi completa verso il futuro digitale, acquista fascino e merita di essere osservata con un occhio di riguardo.

Le implicazioni e le sfaccettature della sezione giovani del festival sono molte, tra queste il solleticare l’interesse del pubblico giovane che possa prendere visione di un differente utilizzo di tecnologie comunemente note, ma non conosciute al punto tale da ricavarne effetti paralleli; un passo in avanti nel riconsiderare l’utilizzo della tecnologia in forma meno materialistica, mostrandone i possibili risvolti creativi e poetici.
Al tempo stesso le performance degli artisti potranno regalare stuzzicanti rivisitazioni dei luoghi storici della città di Aosta, in un gustoso intreccio tra storia, classicismo e tecnologia, progresso ed arte.

La sezione Présence Electronique rappresenta un creativo colpo di coda di “FinitoINfinito - Aosta Città di Illusione”.

Le persone coinvolte:

Riccardo Mantelli. Interactive Media Artist e Designer, svolge attività di studio e sperimentazione nella fusione di linguaggi differenti (design, arte, architettura). Si occupa di Interaction design, Responsive environment design, cross media design, e in particolare dell’uso dei media nell’architettura e nello spazio pubblico. E’ stato premiato come vincitore del Newstoday Brand Promotion Contest (NYC); e i suoi lavori in campo artistico sono stati menzionati da “Rai International”, “Domus”, “My Media”, e in diversi libri di new media art. Produce lavori per collezionisti, istituzioni, e società di piccola e media grandezza, e insegna New Media Design alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. È  componente della compagnia teatrale Arti di Eris.

Lorenzo Tripodi. Architetto, urbanista, film maker, sviluppa un percorso parallelo di ricerca su temi urbani e sui linguaggi audiovisivi. Consegue il dottorato di ricerca presso l’Università di Firenze con la tesi “L’invenzione dello spazio pubblico. Esperienze e pratiche di resistenza all’erosione dello spazio pubblico nella città globale”. Si occupa di trasformazione e conflitti dello spazio pubblico, dei processi di produzione di immagine nel contesto urbano, di pratiche e strumenti partecipativi per la rappresentazione del territorio. Ha fondato nel 1995 il collettivo artistico Ogino Knauss che si occupa di new media e psicogeografie, con il quale ha realizzato numerose opere istallative e performative. La produzione più recente del gruppo è “Doble Forza”, documentario su una periferia del La Habana, Cuba, primo di una serie di reportages critici sull’ideologia modernista e la produzione globale di periferie. Il film è stato premiato nel 2008 come miglior film della sezione internazionale del festival del cinema di architettura e urbanistica di Istanbul.  Attualmente lavora a un libro sull’evoluzione contemporanea di Firenze.
Lorenzo Tripodi (PhD) - Kottbusser Damm 103a - 10967 Berlin DE

Otolab nasce nel 2001 a Milano da un gruppo di affinita’ che vede musicisti, dj, vj, videoartisti, videomaker, web designer, grafici e architetti unirsi nell’affrontare un percorso comune nell’ambito della musica elettronica e della ricerca audiovisiva.
I progetti di Otolab si sviluppano attraverso il lavoro di laboratorio, i seminari e i liveset, secondo principi di mutuo confronto e sostegno, di libera circolazione dei saperi e di sperimentazione.
Il gruppo di lavoro si compone di progetti individuali e collettivi per i quali sono stati utilizzati linguaggi che vanno dall’elettronica sperimentale alla techno, dal dub alle sonorità industriali, sempre alla ricerca di un rapporto simbiotico con l’immagine e il video, fino al live media e all’installazione interattiva.
In questi anni di lavoro, Otolab è stato ospitato in festival e manifestazioni nazionali e internazionali partecipando con liveset, seminari e installazioni e ha collaborato alla realizzazione di iniziative culturali autogestite.
Otolab è oggi un’associazione culturale che vive grazie all’autoproduzione di liveset, installazioni, produzioni audio e audiovisive.
http://www.otolab.net

Ogino Knauss, collettivo attivo dal 1995, opera nel corso degli anni una deriva costante tra i linguaggi e le pratiche della comunicazione. Nato come laboratorio di cinema mutante in uno spazio autogestito di Firenze, ha oggi la sua sede operativa a Berlino. In tempi più recenti l’attenzione del gruppo si concentra sugli influssi della globalizzazione sul paesaggio urbano, sviluppando pratiche innovative di ascolto e descrizione dei processi culturali della città, e sull’esplorazione di reti innovative, spazi eterotopici e alternative alle forme dominanti di produzione. Tra i progetti più recenti del gruppo, Triplicity è una riflessione multiforme e multipiattaforma sulla relazione intrecciata tra produzione di immagine e produzione spaziale nel contemporaneo, ed è pubblicata in un DVD interattivo da AVrec; Doble Forza, è un documentario su un sobborgo alla periferia de La Habana costruito negli anni settanta; un lavoro che costituisce il pilota per il progetto Re:centering Periphery, serie di reportages sulla produzione di periferie, sull’ideologia modernista che ha derterminato l’ambiente fisico in cui una enorme parte della popolazione globale vive tuttora, e sulle pratiche quotidiane che abitano, trasformano e rinventano tale ambiente.
http://www.oginoknauss.org

Manuela Conti è nata nel 1969 a Urbino. E’ architetto, fotografa, videomaker e graphic designer. Sviluppa ricerca sui linguaggi audiovisivi sin dal 1995, quando fonda il collettivo “Ogino Knauss”. La sua produzione spazia tra le più varie forme di espressione. Come VJ e visual artist sviluppa numerose collaborazioni con musicisti e performers come Autechre, Kinkaleri, Luomo, Masami Akita and Zbigniew Karkowsky.

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"Abbiamo fatto un concerto per otto frigoriferi, e poiché la gente capisce il rumore, si potevano vedere vecchie signore e bimbi che si divertivano con questi suoni, solo non bisogna dirgli che è musica. [...] La gente sarebbe ingabbiata nelle regole, e non potrebbe realmente ascoltare o vedere ciò che avviene realmente lì." (Geert-Jan Hobijn componente dei Staalplaat Soundsystem)

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