‘Présence Electronique’, associazione culturale ‘no profit’ nata ad Aosta nel 2006 con l’obiettivo di incentivare la ricerca, lo sviluppo, la sperimentazione dei nuovi media, dell’arte elettronica, della cultura dell’interattività prosegue il suo cammino per diffondere lo sviluppo creativo e la conoscenza dell’arte elettronica in Valle d’Aosta.
Dopo diverse performances, tra cui si contano alcuni concerti nel capoluogo regionale presso l<’Art Cafè’ con la collaborazione del musicista Manuel Lain della prestigiosa classe di musica applicata alle nuove tecnologie del Conservatorio di Cagliari, l’ultima iniziativa, riservata a pochi selezionati invitati, è stata quella di martedì 19 febbraio, con la partecipazione dell’oboista Nathalie Dorigato in ‘Azioni concrete su Rumore bianco’, una ricerca sul rumore, sull’incidente, sull’errore, intesi come elementi ‘non - binari’, che si proponeva di «diffondere l’errore come linea di fuga, come possibilità di liberazione dell’uomo dalla ormai soporifera ricerca della perfezione. Il rumore normalmente considerato un aspetto negativo della fenomenologia ha rivelato, dunque, aspetti positivi e liberatori».
L’associazione, voluta da un gruppo di giovani studiosi e appassionati del settore, è presieduta da Riccardo Mantelli, noto ‘interactive media artist’ e designer nell’architettura e nello spazio pubblico, ma soprattutto sperimentatore nell’ambito del design tradizionale fino alle estetiche elettroniche: «nell’arte elettronica vi fanno parte tutte quelle forme d’arte che includono l’uso dell’elettronica sotto ogni suo aspetto - spiega - arte che utilizza l’elettricità, i computer ed apparecchiature simili e che non può essere mostrata o esperita senza l’uso di quest’ultimi. Tale arte può comprendere qualsiasi forma espressiva come installazioni, performance, software interattivi, sculture elettriche ed interattive, robotica d’arte, progetti basati su piccole reti o Internet. Per arte elettronica si intendono anche quelle forme d’arte realizzate con l’ausilio dell’elettronica e, successivamente, trasferite in analogico come ad esempio, animazioni e video non interattivi, stampe digitali o fotografie manipolate».
«Proseguiremo con la contaminazione delle forme artistiche, nel teatro, nelle arti grafiche, cinema, o qualsiasi altra forma di espressione - continua Riccardo Mantelli - cercando di svincolare in questo modo il genere della sua pericolosa tendenza all’auto - ghettizzazione. Per fare questo stiamo organizzando corsi di formazione destinati al pubblico, alle scuole, un laboratorio per la ricerca, un centro di documentazione, uno spazio espositivo ed un sito web».
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